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Nuove scoperte archeologiche a Panaghia: si riscrive la storia del sito tardoantico
Risalendo il corso della fiumara del San Pasquale, un sito di età romana già noto agli studiosi torna al centro dell’attenzione scientifica, rivelando una straordinaria pagina di storia monumentale. Per lungo tempo la località Panaghia è stata considerata la culla di un antico luogo di culto bizantino: un’ipotesi avvalorata sia da una struttura semicircolare visibile in superficie, sia dalla stessa toponomastica, che richiama l’appellativo greco della “Madonna Tutta Santa”. Tuttavia, le recenti campagne di scavo condotte sul versante settentrionale dell’asse stradale hanno radicalmente ribaltato questa interpretazione tradizionale.
Le indagini scientifiche hanno infatti portato alla luce un vasto e prestigioso complesso residenziale, databile tra il III e il IV secolo d.C. La scoperta più sorprendente riguarda proprio i resti precedentemente attribuiti alla chiesa bizantina: le analisi hanno dimostrato che quei muri perimetrali appartengono, in realtà, alla nicchia di una grande aula absidata tardoantica. Questa maestosa architettura di rappresentanza ridefinisce il profilo del sito, svelando la presenza di un insediamento di alto rango e proiettando una nuova luce sull’importanza economica e sociale della Calabria in epoca romana.