Careri (Harèri in calabrese e greco-calabro) è un comune italiano di 2 049 abitanti della Città Metropolitana di Reggio Calabria.
Careri è un piccolo centro montano posto a 100 km da Reggio Calabria, situato a 320 m sul versante orientale del massiccio montuoso dell’Aspromonte.
Le frazioni principali sono:
Natile Nuovo
È la frazione più abitata e il centro principale della vita moderna del comune. Qui si sono spostati molti abitanti provenienti da Natile Vecchio dopo l’abbandono progressivo del borgo antico. Oggi rappresenta il cuore amministrativo e sociale della comunità.
Natile Vecchio
È il nucleo storico originario, oggi in gran parte abbandonato. Si tratta di un antico borgo aspromontano ricco di fascino, con case in pietra e vicoli stretti che raccontano la vita tradizionale di un tempo.
Origini del nome
Il nome del comune di Careri, ha radici storiche che rimandano all’attività artigianale e all’influenza linguistica araba. Il toponimo deriva probabilmente dal termine calabrese hareri o siciliano careri che significa “tessitore”
Sito istituzionale:
http://www.comune.careri.rc.it/
Storia
Baronia dal 1270, diviene Marchesato nel 1664, comune il 4 maggio del 1811.
Origini
Secondo la leggenda il paese trarrebbe origine dall’antica Pandora, distrutta da un terrificante terremoto nel 1507.
Gli abitanti di questo centro, in seguito al sisma, si sarebbero dispersi in varie zone insediandosi soprattutto nell’area che ospita oggi il paese. Fino a quando non fu riconosciuto comune autonomo, nel 1836, fu feudo conteso da ricchi casati, subendo, dunque, come molti altri centri, il sistema feudale. Il feudo è passato dai Fedele di Bagnara ai Coscinà di Palmi (1710-1767), agli Spinelli, Principi di Cariati (1767-1811). Durante il “governo” degli Spinelli, i Francesi cambiarono l’ordinamento amministrativo della Calabria a più riprese e gli Spinelli dovettero cedere parecchie terre demaniali.
Il nuovo ordinamento amministrativo voluto nel 1799 dal generale Championnet comprendeva Careri nel Cantone di Roccella, Dipartimento della Sagra. Otto anni dopo, con la legge del 19 gennaio 1807, Careri veniva degradato a “luogo” del cosiddetto governo di Ardore. Veniva addirittura declassato a “villaggio” cioè a frazione di Benestare, nella giurisdizione di Ardore a seguito del decreto del 4 maggio 1811. Dovevano passare 25 anni prima che Careri venisse rilevato a comune autonomo,con l’aggregazione di Natile, a seguito del decreto del 18 luglio 1836.
È stato durante la dominazione militare francese che gli Spinelli furono chiamati in causa per la divisione delle terre demaniali con i comuni di Careri, Natile e Platì della Provincia di Calabria Ulteriore Prima. Venne colpito duramente, riportandone gravi danni, dai sismi del 1783 e del 1908, a cui si aggiunse la catastrofe operata dalle alluvioni del 18 ottobre del 1951 (10 vittime) e del 1973.
Monumenti e luoghi d'interesse
Pietra Cappa è il monumento naturale più famoso del territorio di Careri ed è considerato il monolite più alto d’Europa (oltre 130-140 metri). Questo enorme masso roccioso domina il paesaggio dell’Aspromonte con la sua forma particolare, legata a numerose leggende popolari e religiose. Il luogo offre panorami spettacolari ed è meta di escursionisti e amanti della natura.
Geograficamente è situato nel cuore del parco nazionale dell'Aspromonte, nella valle delle Grandi Pietre, raggiungibile anche da Natile di Careri.
Pietra Cappa è uno dei simboli naturali più impressionanti dell’Aspromonte e del territorio di Careri. Si tratta di un enorme monolite di arenaria, considerato tra i più grandi d’Europa per volume e maestosità, che si innalza isolato nel paesaggio montano creando un colpo d’occhio davvero unico.
La sua forma massiccia e compatta, quasi “a cupola”, lo rende immediatamente riconoscibile anche da grande distanza. Con il passare dei secoli, l’erosione naturale ha modellato la roccia rendendola ancora più suggestiva, con superfici levigate, crepe e giochi di luce che cambiano a seconda dell’ora del giorno.
Attorno a Pietra Cappa si sono sviluppate numerose leggende popolari: alcune la collegano a racconti religiosi e misteriosi, altre la descrivono come un luogo sacro o carico di energia spirituale. Questo ha contribuito a rafforzare il suo fascino, rendendola non solo una meraviglia geologica, ma anche un luogo simbolico per la cultura locale.
Si tratta di un complesso di grotte, cavità e ambienti scavati nella roccia, modellati sia dalla natura sia dall’intervento umano nel corso dei secoli.
Il sito è particolarmente legato alla presenza dei monaci basiliani, che in epoca medievale scelsero questi luoghi isolati e difficili da raggiungere come eremi di preghiera e meditazione. Le cavità rocciose venivano adattate a piccole celle monastiche, creando spazi essenziali ma profondamente spirituali, dove la vita era dedicata alla contemplazione e al silenzio.
L’atmosfera delle Rocche è ancora oggi molto particolare: il paesaggio è aspro, silenzioso e avvolto da una natura fitta, che contribuisce a rendere il luogo quasi sospeso nel tempo. Le pareti di pietra, le aperture naturali e i resti di antiche strutture evocano un passato fatto di fede, isolamento e resistenza.
Dal punto di vista naturalistico, le Rocche si trovano in un’area ricca di biodiversità del Parco Nazionale dell’Aspromonte, dove boschi, rocce e sentieri creano un ambiente ideale per escursioni e percorsi storici. Il sito è spesso visitato da appassionati di trekking, archeologia e spiritualità, proprio per il suo valore culturale e paesaggistico.
Il Monumento ai Caduti è un luogo simbolico dedicato alla memoria dei cittadini di Careri che hanno perso la vita durante le guerre mondiali e nei conflitti del Novecento.
Si tratta di un’opera commemorativa semplice ma molto significativa, spesso collocata in uno spazio centrale del paese, così da essere facilmente raggiungibile e visibile durante le celebrazioni ufficiali. Il monumento è composto generalmente da una stele o da una struttura in pietra o marmo, su cui sono incisi i nomi dei caduti, accompagnati da iscrizioni commemorative che ricordano il loro sacrificio.
Questo luogo ha un forte valore civile e identitario per la comunità: non è solo un elemento architettonico, ma uno spazio di raccoglimento e memoria collettiva. Ogni anno, in occasione delle ricorrenze come il 4 novembre, diventa il punto centrale delle cerimonie commemorative, con la partecipazione di cittadini, autorità e associazioni locali.
È una chiesa che racchiude secoli di devozione popolare e costituisce ancora oggi un punto di riferimento spirituale per la comunità locale.
L’edificio ha origini antiche, legate alla tradizione religiosa del territorio aspromontano e alla presenza di piccoli centri abitati che, nel corso dei secoli, hanno mantenuto vive le proprie pratiche di fede. La chiesa, nella sua struttura semplice e armoniosa, riflette lo stile tipico delle costruzioni sacre calabresi: linee essenziali, materiali locali e un’atmosfera raccolta e intima.
è uno dei nuclei storici più affascinanti del territorio di Careri e rappresenta un vero e proprio borgo antico immerso nell’Aspromonte. Oggi è in parte abbandonato, ma conserva ancora il fascino autentico dei paesi calabresi di montagna, con le sue case in pietra, i vicoli stretti e l’atmosfera sospesa nel tempo.
Il borgo si sviluppa in un contesto naturale molto suggestivo, circondato da boschi e rilievi, che lo rendeva in passato un luogo strategico ma anche isolato. Le abitazioni, costruite con materiali locali, sono disposte lungo strade tortuose che seguono l’andamento del terreno, creando un insieme architettonico armonioso e tipico degli insediamenti rurali aspromontani.
Natile Vecchio ha una forte valenza storica e culturale: per secoli è stato uno dei centri abitati principali della zona, prima dello spostamento progressivo della popolazione verso le aree più moderne. Questo processo ha portato all’abbandono graduale del borgo, che oggi rimane come testimonianza della vita tradizionale di un tempo.
Passeggiare tra i suoi resti significa entrare in contatto con una memoria viva fatta di lavoro agricolo, vita comunitaria e profonda spiritualità. Le chiese, le antiche abitazioni e i ruderi ancora visibili raccontano la storia di una comunità legata alla terra e alle tradizioni.
Oggi Natile Vecchio è anche meta di interesse per escursionisti, studiosi e appassionati di borghi antichi, grazie al suo valore storico e al paesaggio naturale che lo circonda. È un luogo che conserva un’identità forte, capace di raccontare la Calabria più autentica e silenziosa.