Casignana, un comune della città metropolitana di Reggio Calabria, ha una popolazione di 682 abitanti.
È situata nell’entroterra ionico reggino, su una collina a 342 metri di altitudine, a est di Reggio Calabria.
Il nome del paese, Casignana, deriva da un antico notabile romano.
Sito istituzionale:
https://www.comune.casignana.rc.it/it
Storia
La storia di Casignana affonda le sue radici nell’antichità, come testimoniato dalla Villa Romana del I secolo d.C., che raggiunse il suo massimo splendore nel IV secolo d.C. con sontuosi mosaici e aree dedicate alla produzione, tra cui la vitivinicoltura. L’area era già frequentata in età greca. In epoca più recente, intorno al IX secolo, il borgo di Casignana nacque come insediamento difensivo per controllare il litorale minacciato dalle scorrerie saracene. Un evento cruciale fu il terremoto del 1349, che spinse gli abitanti a spostarsi verso l’interno, portando all’edificazione dell’attuale Casignana. Nel corso dei secoli, il paese fece parte della baronia di Condojanni e passò sotto il controllo della famiglia Carafa, fino all’abolizione della feudalità. Nel 1807 Casignana fu elevata a “Università” e nel 1809 ottenne l’autonomia comunale. Il XX secolo fu un periodo denso di eventi significativi per Casignana. Le lotte contadine per la terra, le repressioni fasciste e le lotte antifasciste portarono a coniare l’espressione “I Fatti di Casignana”. Un momento fondamentale per la storia locale fu la scoperta fortuita, avvenuta tra il 1963 e il 1964, dei resti della Villa Romana. Costruita nel I secolo d.C., questa villa patrizia, legata alla produzione di vino, vantava un vasto complesso termale privato e lussuosi mosaici, tra cui il famoso “tiaso marino”. Da quel momento, scavi e studi stanno gradualmente rivelando la grandezza e l’importanza di questo sito archeologico.
Monumenti e luoghi d'interesse
Il Parco Archeologico della Villa Romana di Casignana è un vasto sito che comprende un imponente complesso termale, suddiviso in frigidarium, tepidarium e calidarium, e un'elegante area residenziale affacciata sul Mar Ionio, arricchita da salotti e preziosi pavimenti a mosaico. Scoperta nel 1963, la villa rappresenta una testimonianza significativa della ricchezza stilistica, architettonica e della raffinatezza artistica che caratterizza gli edifici nobiliari dell'epoca ellenistica. I suoi piani pavimentali mosaicati sono un unicum sul territorio calabrese, mostrando collegamenti stilistici con aree dell'Africa orientale come l'attuale Tunisia e la Tripolitania. La Villa di Casignana, presumibilmente edificata nel I secolo d.C. in una zona già frequentata in età greca, raggiunse il suo massimo splendore nel IV secolo d.C. Data la ricchezza dei materiali impiegati, si ipotizza che la villa fosse di proprietà di una famiglia patrizia di grande importanza, probabilmente legata all'attività vinicola. Questa teoria è supportata dal ritrovamento di numerosi frammenti di anfore romane e da alcune raffigurazioni presenti nei mosaici. Il complesso termale della villa segue la classica architettura romana, con un ambiente riscaldato (il calidarium), un ambiente a temperatura più moderata (il tepidarium) che preparava il corpo al passaggio nell'ambiente più freddo (il frigidarium). Tutti gli ambienti sono splendidamente decorati con mosaici: quelli più antichi presentano tessere bianche e verdi, mentre quelli più recenti sono policromi e utilizzano tessere più piccole. La magnificenza della villa è ulteriormente evidenziata dalla presenza di un ambiente rettangolare e dall'utilizzo di intarsi marmorei. Anche le pareti erano rivestite con marmo proveniente da regioni lontane dell'Impero Romano, come l'Asia e l'Africa. La scoperta della villa risale al 1963, quando gli scavi per la posa di un acquedotto portarono casualmente alla luce parte della struttura e dei pavimenti a mosaico. Negli anni successivi, la Soprintendenza per i Beni Archeologici della Calabria ha avviato l'esplorazione sistematica del nucleo termale della villa, continuando a rivelarne la grandezza e l'importanza storica.
Situato nella zona conosciuta come "Chiesa Vecchia o Matrice", Palazzo Moscatello si presenta oggi come una suggestiva struttura in pietra, caratterizzata da eleganti balconcini in ferro battuto che sono stati recentemente restaurati e riqualificati. Le finestre del piano superiore, impreziosite da cornici lavorate, aggiungono un tocco di raffinatezza all'edificio. Questa residenza storica testimonia un passato in cui calamità naturali ed epidemie, tra cui il devastante terremoto del 1908, costrinsero gli abitanti di Casignana ad abbandonare l'antico insediamento urbano e a spostarsi più a monte, dando vita al nuovo borgo che conosciamo oggi.
La Chiesa di San Rocco, patrono di Casignana, pur risalendo nella sua struttura attuale al 1773, è oggi la sede parrocchiale di S. Giovanni Battista. Gravemente danneggiata dal terremoto del 1783, l'edificio fu oggetto di un'accurata ristrutturazione e restituito al culto solo nel 1914. Al suo interno, la Chiesa custodisce due tele di notevole valore artistico raffiguranti la Deposizione del Cristo e San Giuseppe; una di queste è addirittura attribuita ad Antonello da Messina. Arricchiscono ulteriormente il patrimonio della chiesa frammenti di pregiato marmo medievale, un crocifisso ligneo risalente al 1600 e un'antica campana del XV secolo. Oltre al patrimonio ecclesiastico, il territorio di Casignana offre importanti testimonianze preistoriche. Le grotte di contrada Varta, ad esempio, sono caverne naturali che conservano vestigia di insediamenti risalenti all'ultima Età della Pietra (Neolitico) e alla prima Età dei Metalli (Eneolitico). Ogni anno, nel mese di agosto, la comunità di Casignana si riunisce in un grande momento di raccoglimento e festa in occasione della celebrazione di San Rocco. Questo appuntamento è vissuto con particolare trasporto e partecipazione popolare, culminando il 16 agosto con la solenne processione lungo le vie del paese, un evento che rafforza il legame tra la popolazione e le sue tradizioni
A Casignana, nella contrada Varta, si trovano le Grotte Preistoriche, autentiche finestre su un passato remoto. Queste caverne naturali conservano i preziosi residui di insediamenti umani risalenti all'ultima Età della Pietra (Neolitico) e alla prima Età dei Metalli (Eneolitico), offrendo una testimonianza tangibile della presenza umana nel territorio calabrese in epoche antichissime. Le Grotte Preistoriche di Casignana si distinguono nettamente dalla più celebre e vicina Villa Romana di Casignana e ci riportano a un'era ancora più antica, rivelando le origini e lo sviluppo delle prime comunità che abitarono queste terre.