Comune di Oppido Mamertina

Oppido Mamertina (Oppitu, Ofidus in dialetto greco-calabro) è un comune Italiano di 4808 abitanti della Città Metropolitana di Reggio Calabria. È sede della Diocesi di Oppido Mamertina-Palmi.

Origini del nome

Deriva dal latino oppidum, luogo fortificato oppure “comune che non è una città” (senso attribuito dai Normanni). La specifica si riferisce all’antica città Mamertum.

Informazioni:

Sito istituzionale:

www.comune.oppidomamertina.rc.it

il Territorio

Il territorio comunale di Oppido si estende dalle vette dell’Aspromonte e scendendo lungo la dorsale pre-aspromontana si insinua nel cuore della Piana di Gioia Tauro e, caratterizzato da formazioni geologiche di varia natura, presenta, quindi, una fauna e una flora particolarmente diversificata.

Il comune comprende le seguenti frazioni: Castellace, Massignadi, Piminoro, Tresilico, Quarantano.T resilico e Zurgonadio vista la conurbazione con Oppido centro sono ormai considerati quartieri della città. Altri quartieri sono: Tuba, Pretura, Nucijari, Calvario, Pilieri.

La Storia

La città medievale fu fondata, probabilmente nel IX secolo, sull’antica Oppidum a sua volta fondata su un antico insediamento costruito dal popolo dei Mamertini spostatosi dalla vicina Mella (III-I secolo a.C.) dove aveva trovato rifugio unendosi alla popolazione italica del posto e dando alla luce la mitica Mamertion. Nel 1056 fu conquistata da Ruggero il Normanno e divenne ducato durante la dominazione angioina, fu a lungo contesa tra angioini e aragonesi.
La città fu distrutta dal terremoto del 5 febbraio 1783. Nel 1864 alla nuova Oppido, riedificata nella Contrada Tuba fu aggiunto l’appellativo di “Mamertina”.

Origini
Il territorio di Oppido ha una stratificazione storico-archeologica di notevole rilievo. In località Torre Cillea e Torre Inferrata sono documentate presenze comprese tra i secoli VII e III Secolo a.C. ricollegabili ad area di abitato e di necropoli. Sono stati portati alla luce i resti di un nucleo di genti indigene ellenizzate prima e successivamente di una comunità brettia. In contrada Mella, nei pressi della città medievale di Oppido, è stato rinvenuto un insediamento risalente al III – I secolo a.C. e reperti riferibili all’età neolitica e all’età del ferro. Nel cuore dell’Aspromonte, in località Palazzo, è stata costruita nel IV secolo a.C. all’estremità di un lungo serro che domina l’intero territorio di Oppido, una struttura fortificata che, protetta da un avancorpo, accoglieva una guarnigione in pianta stabile. La città medievale è munita di castello e di grandi mura difensive ancora oggi in gran parte visibili, di un’importante cattedrale, è ricca di palazzi, chiese, conventi, nel Seminario si insegnavano lettere, filosofia, teologia morale, sacra scrittura, canto gregoriano, storia sacra e profana, geografia, oratoria, poetica, estetica, storia della filosofia.
 

Arte e cultura

Monumenti e Luoghi d'interesse

Area Archeologica

Architetture Religiose

Architetture Civili

Musei

Tradizioni

Sono numerose le tradizioni di Oppido Mamertina, soprattutto legate a festeggiamenti religiosi. La più importante di esse è la festa di Maria Santissima Annunziata, patrona della città e della Diocesi di Oppido Mamertina-Palmi, celebrata due volte l’anno con solenne processione della statua della Vergine per le vie del paese.

Festa di Maria Santissima Annunziata

Il simulacro della Madonna Annunziata, custodito nella cattedrale, è un’opera lignea realizzata nel 1841 dallo scultore napoletano Arcangelo Testa, su commissione del vescovo Francesco Maria Coppola. Altre due opere dello stesso artista e cioè la Madonna delle Grazie e della Pastorella sono situate nel santuario di Tresilico e nella chiesa parrocchiale di Piminoro.

La statua arrivò con un bastimento alla marina di Gioia, dove l’accolse una folla di cittadini insieme al vescovo, presbiteri, seminaristi, autorità civili e militari e venne sistemata in cattedrale sotto un baldacchino di damasco rosso dove rimase fino al 1879, quando il comune ordinò un trono in legno dorato sul quale porre la statua. Il trisello e la statua poi furono collocati all’interno di un grande armadio in legno intagliato a mano e ben presto definito, per le sue proporzioni, cappella stipo, voluto dal sindaco del tempo e realizzato nel 1900 dall’artista Salvatore Caridi. L’imponente custodia, che uscì indenne dal terremoto del 1908, si trova nella cappella in fondo alla navata sinistra della cattedrale e ospita il grande trono processionale della statua del Testa.

Il canonico Pignataro, nel suo studio su “Il culto di Maria SS. Annunziata in Oppido di Calabria”, fa risalire il culto dell’Annunziata al periodo in cui dominava nella diocesi il rito bizantino. Nel 1600 il culto pubblico all’Annunziata è testimoniato da atti notarili e da relationes ad limina dei vescovi del tempo. All’epoca si venerava a Oppido un’immagine miracolosa della Madonna Annunziata, opera attribuita ad un pittore di Costantinopoli di nome Lucae e realizzata nel XII secolo. Questa immagine veniva esposta soltanto il 25 marzo di ogni anno, e in casi particolari di urgenza, quindi in periodo di gravi calamità. Questo raro evento rappresentava un momento particolare per gli abitanti di tutta la diocesi che manifestavano atti di commozione e solennità; in cattedrale il clero, sia secolare che regolare, era presente in abiti da cerimonia e l’annuncio veniva dato dai rintocchi delle campane di tutte le chiese cittadine e dagli spari delle artiglierie del castello.

Nel 1743, secondo quanto viene narrato da Francesco Saverio Grillo e riportato da Giovanni Sposato nel suo “Culto e Grazie di Maria SS. Annunziata”, fu istituita una seconda festività in onore della Vergine a ricordo della grazia che la Madonna ha compiuto a favore del popolo oppidese liberandolo dalla peste.

Alcuni autori criticano il riferimento all’anno 1743 quale quello della pestilenza, in quanto non vi sono documenti del tempo che ne parlano. Sostengono che quell’anno è da richiamare solo per l’istituzione della seconda festività, detta del ringraziamento, forse il miracolo, invece, avvenne qualche decennio prima come emerge da una relatio del 1673 del vescovo Ragni dove si parla di una pestilenza diffusasi in diocesi due anni prima e cioè nel 1671. Lo storico Nicolantonio Gangemi, parla del miracolo della Madonna e lega cronologicamente la grazia concessa, alla peste successiva all’anno 1665 e accenna a una ruota di carro custodita nella cattedrale come ex voto, a testimonianza della peste cessata all’invocazione della Beata Vergine. Tuttavia, anche se vi sono discordanze e incertezze sull’anno esatto del miracolo, questo è richiamato in diversi documenti ed è vivo nella memoria storica del popolo oppidese. In ricordo di tale avvenimento e in ringraziamento alla Madonna, fu introdotta, una seconda festa in suo onore, chiamata del ringraziamento appunto o della gratitudine. Ancora oggi la suggestiva festa dell’Annunziata, che è la patrona di Oppido Mamertina e diocesi, si celebra in due date distinte, il 25 marzo di ogni anno e la prima domenica dopo ferragosto e richiama un nutrito afflusso di fedeli.

Il 15 agosto il vescovo Francesco Milito ha conferito alla chiesa che ospita la sua cattedrale il titolo di santuario Mariano in onore di Maria SS. Annunziata, patrona della città di Oppido Mamertina e diocesi.

Il vescovo ha dedicato una preghiera di ringraziamento alla Vergine e ha fatto dono di una teca di cristallo contenente una rosa d’oro e un proiettile disarmato.