Sinopoli è un comune situato nella Città Metropolitana di Reggio Calabria, situato nel cuore del Parco Nazionale dell’Aspromonte.
Il numero di abitanti di Sinopoli si attesta intorno ai 1.876.
Il paese si trova a un’altitudine di circa 502 metri sul livello del mare, immerso in un territorio fertile, noto soprattutto per la produzione di olio d’oliva. La sua posizione geografica lo rende un punto di partenza ideale per esplorare le bellezze naturali dell’Aspromonte, offrendo paesaggi mozzafiato e un’atmosfera di pace e tranquillità. Il territorio comunale si estende per circa 25,8 km² e si divide tra la parte “inferiore” e la storica Sinopoli Vecchio, un tempo centro originale del borgo.
L’origine del nome “Sinopoli” è avvolta nel mistero. Sebbene ci siano diverse ipotesi, una delle più accreditate suggerisce una connessione con il periodo della Magna Grecia. Un’altra teoria lega il nome a un condottiero normanno di nome Sinone.
Sito istituzionale:
https://www.comune.sinopoli.rc.it/hh/index.php
Storia
La storia di Sinopoli affonda le sue radici nell’antichità, quando il suo territorio fu inizialmente colonizzato dai Greci. Successivamente, a partire dal III secolo a.C., passò sotto il dominio romano, un periodo in cui la lingua locale iniziò un processo di latinizzazione. Questo processo fu interrotto dall’avvento della dominazione bizantina in Calabria, che durò dal VI all’XI secolo. È probabile che Sinopoli sia sorta proprio in questo arco di tempo, come conseguenza dello spostamento delle popolazioni costiere verso l’interno, in cerca di sicurezza dalle incursioni saracene. Situato ai piedi dell’Aspromonte, il paese ha sempre avuto un certo isolamento, ma la laboriosità dei suoi abitanti ha permesso alla comunità di prosperare. Dopo la conquista da parte di Ruggero il Normanno, Sinopoli visse le stesse vicende del Regno di Sicilia. Divenne il capoluogo di un’ampia contea e uno dei centri nevralgici del potere feudale, detenuto dalla potente famiglia dei Ruffo di Calabria. La storia di Sinopoli è purtroppo segnata da eventi drammatici. Il borgo fu quasi completamente distrutto da due terremoti devastanti: quello del 1783 e quello del 1908. In particolare, il terremoto del 1783 danneggiò l’odierna Sinopoli Inferiore e portò alla fondazione di Sinopoli Superiore, l’attuale sede municipale, ad opera dei superstiti. Durante la Seconda Guerra Mondiale, il paese subì anche i bombardamenti aerei statunitiani, che causarono la distruzione di numerose abitazioni, della chiesa e dell’ospedale, oltre alla perdita di molte vite. Nonostante queste sciagure, la popolazione ha sempre trovato la forza di ricostruire il paese. Le prime testimonianze storiche di Sinopoli risalgono addirittura al 63 d.C., a testimonianza della sua lunga e resiliente storia.
Monumenti e luoghi d'interesse
La Chiesa di San Giorgio, situata nella frazione di Sinopoli Inferiore, affonda le sue radici intorno all'anno Mille, testimoniando un antico insediamento normanno. La sua storia è stata purtroppo segnata da numerose distruzioni, causate dai violenti sismi che hanno più volte colpito la Calabria. Nonostante le avversità, la chiesa è stata ricostruita e oggi custodisce al suo interno un vero e proprio tesoro di opere d'arte, in particolare diverse sculture marmoree commissionate dai Ruffo di Calabria, allora conti di Sinopoli. Dal punto di vista architettonico, l'edificio richiama lo stile classicista, arricchito da notevoli influenze bizantine. Tra i suoi complementi di pregio storico-artistico spicca l'acquasantiera, elegantemente posata su un capitello in stile corinzio, un autentico cimelio ellenico proveniente dall'antica polis greca di Xenopoleis. Le sculture presenti all'interno della chiesa sono opere di Gianbattista Mazzolo, talentuoso allievo di Antonello Gagini. Tra queste, la Madonna delle Grazie, scolpita nel 1574 in pieno Rinascimento, rappresenta la prima ad essere stata realizzata. Di grande rilievo è anche la Madonna Immacolata, che occupa l'altare principale e sulla cui base è ben visibile lo stemma reale dei Ruffo. Completano la collezione le sculture di Sant'Antonio (1643) e San Nicola. La parrocchia è dedicata a San Giorgio Martire, venerato patrono di Sinopoli, e la chiesa custodisce la sua statua, un vero e proprio tesoro per i fedeli del paese.
La storia del complesso di San Giovanni di Dio a Sinopoli è più complessa di quanto una semplice data di fondazione, il 1740, possa suggerire. In realtà, la costruzione di un "Sacro Ospedale" per i Frati Ospedalieri fu autorizzata già nel 1738, per volere del principe di Scilla, Guglielmo Ruffo. Tuttavia, il destino di questo luogo prese una piega inaspettata con le leggi francesi del 1808, che portarono alla soppressione delle corporazioni religiose: il convento-ospedale fu sequestrato e i monaci allontanati. A seguito di queste vicende, la proprietà passò agli Agostiniani Osservanti, che nel 1842 si stabilirono nell'ex convento di Sinopoli. Gli Agostiniani intrapresero un ambizioso progetto: la costruzione di una nuova chiesa, più grande e imponente di quella preesistente. Purtroppo, questa chiesa, oggi identificata erroneamente come il rudere dell'originario ospedale, non fu mai ultimata. I tentativi di ottenere fondi per completare la copertura nel 1862 si rivelarono vani. Oggi, ciò che rimane di questo complesso è la nuova chiesa incompiuta degli Agostiniani. Questa struttura, pur nella sua incompletezza, ha evitato il totale abbandono grazie all'utilizzo improprio come ricovero per animali da cortile da parte di alcuni contadini, una funzione che, paradossalmente, ne ha salvaguardato almeno in parte le decorazioni. La facciata della chiesa, sebbene incompleta, si presenta tripartita, con un ordine dorico impostato su un alto basamento. Il settore centrale, aggettante, è caratterizzato da due coppie di colonne quasi libere che fiancheggiano un portale sormontato da un timpano curvilineo. I settori laterali, invece, mostrano paraste che inquadrano due nicchie centinate, la cui complessa incorniciatura mistilinea richiama lo stile borrominiano. Queste nicchie sono arricchite da conchiglie, elementi floreali e mensole a forma di cherubini. Sopra l'architrave del portale è visibile uno stemma a rilievo dell'ordine degli Agostiniani. L'opera, nel suo complesso, rivela un legame con la cultura tardo-barocca, denotando l'influenza vanvitelliana e un interesse per la tradizione decorativa neo-borrominesca da parte dell'architetto. La pianta della chiesa è singolare, con un corpo di facciata aggettante di circa cinque metri e uno spazio interno a pianta ellittica che si conclude con un'abside semicircolare. L'interno è ritmato da colonne annegate nella muratura che inquadrano nicchie. Curiosamente, mentre l'interno è rifinito ad intonaco, i capitelli delle colonne sono rimasti in laterizio a vista.
A Sinopoli Superiore, innalzato sui resti di una chiesetta risalente al XII secolo, si erge maestoso il Santuario della Madonna di tutte le Grazie. Questo luogo di culto custodisce al suo interno un tesoro di fede: la preziosa reliquia del Capello della Madonna, un dono che Ruggero il Normanno fece alla comunità dei fedeli del borgo. Tra le opere d'arte che adornano il santuario, spicca per la sua bellezza la Madonna del Pilerio, nota anche come Madonna delle Nevi, una superba scultura marmorea realizzata dal celebre artista napoletano Antonello Gagini, che raffigura la Vergine con il Bambino tra le braccia. Non meno affascinanti sono una Madonna delle Grazie di epoca bizantina e altre sculture che risalgono ai secoli XVI e XVII, testimoniando la ricca storia artistica e spirituale del santuario.