Serrata è un comune di 801 abitanti che si trova in Italia, e i suoi dintorni includono le pendici e le aree circostanti del Parco Nazionale d’Aspromonte.
Informazioni:
Sito istituzionale:
https://www.comune.serrata.rc.it/
Il Territorio
Serrata è un comune della provincia di Reggio Calabria, in Calabria, situato nell’entroterra.
Il suo territorio si trova in una posizione collinare che offre suggestivi panorami, alle pendici del Parco Nazionale d’Aspromonte. Il paese si trova in una zona di confine con la provincia di Vibo Valentia e i comuni limitrofi sono, oltre ad altri in provincia di Reggio Calabria (Candidoni e Laureana di Borrello), anche alcuni in provincia di Vibo Valentia (Dinami, Mileto e San Pietro di Caridà).
La Storia di Serrata
È citata per la prima volta in un diploma del gran conte Ruggiero, della fine del secolo XI, a proposito della cessione di alcuni beni in favore della badia di Mileto. Il toponimo si confronta con l’omonimo termine italiano, avente il significato di ‘chiusura, chiusa delle acque’. Divenuta casale di Borrello, ne seguì le vicende, venendo assoggettata a diverse gestioni feudali. Possedimento di Ugo di Brienne, nella seconda metà del Duecento, appartenne poi a Gualtiero Appard, a Tommaso de Argot, a Guglielmo di Sanfelice, a Ruggero di Lauria, ai de Sentillis, a Enrico Sanseverino, a Saladino Santangelo, a Carlo Ruffo e a Ugo d’Alagno. Sul finire del XV secolo, Ferdinando d’Aragona la concesse, con tutto il feudo di Borrello e il principato di Rossano, a Ludovico il Moro, in segno di ringraziamento per gli aiuti ricevuti durante la congiura dei baroni. Pervenuta in seguito agli Sforza e a Isabella d’Aragona, ebbe quali ultimi signori i Pignatelli di Monteleone. Gravi furono i danni causati dal terremoto della seconda metà del XVIII secolo. I francesi, all’inizio dell’Ottocento, ne fecero dapprima un’università del cosiddetto governo di Laureana di Borrello e poi un comune del circondario avente come capoluogo questo centro, nella cui giurisdizione fu mantenuta anche dalla legge con cui i Borboni diedero un nuovo assetto amministrativo alla regione, attraverso l’istituzione delle province di Catanzaro e Reggio di Calabria. La storia post-unitaria si confonde con quella del resto della penisola. Tra i monumenti spicca la chiesa parrocchiale, dedicata a San Pantaleone martire. Serrata è uno dei comuni che intendono aderire all’Unione dei Comuni “Alta Piana del Mesima”. Il comune ha partecipato a una riunione il 10 settembre 2021 per discutere la costituzione di tale unione. Durante questa riunione, è stata evidenziata la necessità di creare l’Unione per la sopravvivenza dei comuni stessi.
Monumenti e luoghi d'interesse
Si tratta di una dimora storica settecentesca, appartenente all'Associazione Dimore Storiche Italiane (ADSI). L'edificio, sebbene di origini antiche, presenta elementi in stile Liberty. La facciata è caratterizzata da un elegante bugnato liscio, mentre il portone in granito e il balconcino in ferro battuto richiamano il barocco siciliano. Gli interni, simmetrici e divisi da archi, includono spazi come la "taverna" e le "cantine" con soffitti a volta a botte
La chiesa parrocchiale del paese, ricostruita nel XX secolo, custodisce al suo interno diverse opere d'arte sacra, tra cui statue e arredi liturgici di diverse epoche.
Le statue lignee di pregio, realizzate tra il XIX e l'inizio del XX secolo da botteghe artigiane calabresi o del sud Italia più rilevanti sono:
Statua di San Pantaleone martire: Realizzata tra il 1850 e il 1899, raffigura il santo con una palma. È attribuita a una bottega calabrese;
Statue di San Giuseppe e Gesù Bambino: questa scultura lignea, creata da una bottega artigiana locale nel XIX secolo, raffigura San Giuseppe in una posa solenne e protettiva, mentre tiene in braccio il piccolo Gesù. L'opera si distingue per i dettagli realistici, come le pieghe del manto di San Giuseppe e l'espressione serena e amorevole sul suo volto;
San Francesco di Paola: la statua del patrono della Calabria, San Francesco di Paola, è anch'essa una scultura lignea del XIX secolo. L'artista ha saputo catturare l'immagine iconica del santo con il saio e il bastone, mettendo in risalto la sua umiltà e la sua forte spiritualità. I dettagli del volto e del saio sono realizzati con grande cura, conferendo all'opera una notevole espressività;
San Rocco: questa scultura, risalente allo stesso periodo delle altre, ritrae San Rocco, il protettore degli appestati. Il santo è raffigurato con il suo classico abbigliamento da pellegrino, la conchiglia sul cappello, il bastone e, ai suoi piedi, il cane che, secondo la tradizione, gli portava il pane. L'opera è un esempio significativo della devozione popolare e della scultura sacra locale;
San Gerardo: la statua di San Gerardo, anch'essa un'opera lignea del XIX secolo, è dedicata al santo protettore delle gestanti e dei bambini. La scultura lo raffigura in una posa di preghiera, con il saio e un'espressione di profonda devozione. Come le altre, anche questa statua è un testimone importante dell'arte sacra e della fede radicata nella comunità di Serrata.
Questa scultura, realizzata in bronzo, è opera dello scultore calabrese Michele Guerrisi. Raffigura un fante in bronzo e si trova su un cippo in Piazza De Angelis. La statua è un importante esempio di arte celebrativa del primo quarto del XX secolo e rappresenta un pezzo di storia locale.