Comune di Benestare

(Benastàri in dialetto calabrese) è un comune italiano di 2.469 abitanti della Città Metropolitana di Reggio Calabria. Situato in collina, a pochi chilometri dalla costa Jonica della Locride, gode anche di un’ottima panoramica sull’Aspromonte, dal quale dista una decina di chilometri.

Informazioni:

Sito istituzionale:

www.comune.benestare.rc.it

La Storia

Il nome del comune deriverebbe dall’ottima posizione geografica di cui gode. Secondo alcune fonti storiche in origine fu Buonostare, nome datogli da contadini e pastori che abitavano nella zona dove oggi sorge il paese. Molti ritengono che il nome derivi dal latino “bostar-are” ovvero stalla per buoi. In epoca feudale, Benestare fu un casale appartenente a Motta Bubalini (odierna Bovalino Superiore).

Compreso nella Baronia di Bianco, appartenne ai Carafa di Roccella, e, quale casale di Bovalino ne seguì le vicende, passando dal dominio dei Caracciolo di Morano a quello dei Pescara Diano, sotto i quali giunse all’eversione della feudalità (1806).

Il terremoto del 1783 vi fece danni valutati 30.000 ducati.

L’ordinamento amministrativo disposto dai francesi nel 1806 lo considerò Luogo assegnandolo al cosiddetto Governo di Ardore; la successiva legge del 1811, in virtù della quale venivano istituiti i Comuni, lo riconosceva tale con giurisdizione sul Villaggio di Careri e sul Casale di Cirella.

Ma mentre così lo conferma la legge borbonica del 1816, un decreto del 18 luglio 1836, ne distacca Careri che con Natile viene a costituire Comune autonomo.Cirella, invece, continuò ad essere frazione di Benestare fino al 1875, anno in cui fu aggregato al Comune di Platì, dal quale tuttora dipende.

Arte e cultura

Monumenti e luoghi d’interesse

La Chiesa Matrice

Sorge sulla omonima piazzetta Matrice, nella zona più vecchia del paese. E’ incerta l’epoca della fondazione della chiesa madre, dedicata a Santa Maria della Misericordia, e comunemente chiamata chiesa del Rosario, che anticamente era economale. Fu elevata a parrocchia nel 1609, dal vescovo Orazio Mattei, che le aveva assegnata quale congrua, il beneficio di S. Michele Arcangelo e le rendite dell’antica Confraternita del Rosario. Il primo parroco è stato Giovanni Sirleto. Si tratta di una chiesa molto bella, in stile classicheggiante; ben decorata in ogni suo angolo compresa la cupola sopra l’altare maggiore di ottima fattura.

Fra gli altari vi era quello dedicato alla Vergine Addolorata, con il beneficio omonimo, eretto dalla duchessa di Benestare, D. Lucrezia Reggio Branciforte, con l’onere di una messa settimanale. Nella Chiesa vi era installata la Confraternita del Venerabile. Nel 1817, l’Arciprete De Romeis ha aggiunto alla chiesa altre due navate e l’ha completamente restaurata.

Conserva ancora oggi un altare di marmi pregiati. Di opere d’arte vi sono cinque tele, di alquanto valore, rappresentanti il Battesimo di Nostro Signore, le Anime del Purgatorio, la Madonna del Carmine, San Giuseppe col Bambino e il Cenacolo, le quali anche se non sono firmate, appaiono di ottima fattura e di chiara scuola napoletana. La navata di sinistra è popolata di santi: San Rocco, San Paolo, San Giovanni Apostolo, San Francesco da Paola, Santa Rita, Santa Lucia, Sant’Anna, il Sacro Cuore di Gesù, la Madonna della Misericordia e San Michele Arcangelo.

Nella navata centrale vi è l’altare maggiore. Ai lati dello stesso vi sono raffigurati, a grandezza naturale, gli evangelisti Giovanni, Marco, Matteo e Luca. In fondo alla navata di destra, la più frequentata dai fedeli, preservata dentro una nicchia incorporata egregiamente in un complesso a cupola di gesso – come tutto il resto della chiesa non esclusi i grossi pilastri che separano le navate – si erge maestosa, su di un pregevole altare, l’effigie più amata dai benestaresi: la Madonna del Rosario.

La Chiesa di San Giuseppe

Recentemente restaurata, risale al XVI sec. Situata nel rione detto Croce, sorge in un angolo della piazzetta dell’arciprevitura ed è considerato l’edificio più antico di Benestare, giunto fino ai giorni nostri. E’ composta da un’ampia navata in fondo alla quale vi è l’altare sul quale è posta una pregevole statua lignea di San Giuseppe, e da un’altra navata più piccola, riservata a Sant’Antonio da Padova.

Danneggiata dal terremoto del 1783, fu rifatta dalla pietà dei fedeli, e dotata dal Duca di Benestare D. Giovanni Pescara, con l’onere di due messe settimanali. Con il terremoto del 1908 riportò nuovi danni, a riparare i quali occorse una spesa di L. 4150. In detta Chiesa vi è installata la Confraternita di San Giuseppe e Sant’Antonio, fondata nel 1845, come per decreto di beneplacito dell’8 gennaio di quell’anno.

Il centro storico

Il centro storico è detto Timpa. Le caratteristiche abitazioni che prevedevano l’esclusivo utilizzo del gesso (minerale abbondantemente presente nel territorio comunale) quale materiale da costruzione, rendono questo  borgo unico in tutta l’area della Locride.

Anche la natura che circonda il paese suscita il suo fascino, di particolare interesse il colle di Varraro, ricco di querceti secolari. La vetta più alta, detta monte Canolo, raggiunge i 553 metri sul livello del mare.