Comune di Caulonia

Caulónia (/kau’lonia/, Kaulonia in greco-calabro, /Ko’lonia/) è un comune Italiano di 6.722 abitanti della città metropolitana di Reggio Calabria.
E’ situata su un’altura di 300 metri. Il territorio del comune parte dal mare, passando per zone collinari, fino a toccare i monti delle Serre: è il terzo comune per estensione più grande della Provincia di Reggio Calabria dopo la stessa Reggio Calabria e San Luca. Sulle Serre raggiunge un’altezza massima di 1241 metri e qui troviamo una flora ricca di lecci, castagni, abeti e pini. Degradando verso la collina troviamo la tipica macchia mediterranea, mentre sulla costa il terreno argilloso si presenta da una parte e con agrumeti dall’altra. Il territorio è attraversato dalle fiumare Allaro, Amusae Precariti. L’Allaro è situato sulla sinistra di Caulonia mentre l’Amusa sulla destra e il Precariti fa da confine con il Comune di Placanica e con il Comune di Stignano.

Le più importanti frazioni di Caulonia sono: Agromastelli, Calatrìa, Campoli, S.Nicola (Ai Nikòlas) in cui è ubicato il Monastero di Sant’Ilarione, Ursini; in passato furono tra le più prosperose e solo a partire da fine Ottocento col fenomeno dell’emigrazione cominciarono a svuotarsi. Le altre frazioni sono: Cufò (Kufò), Focà (Fòka) e Crochi (Kròki), ed in quest’ultima è situato il Santuario della Madonna di Crochi. Vengono invece definite borgate, località ancora più piccole delle frazioni e che ancor di più hanno subito il fenomeno dell’emigrazione facendo in modo che venissero completamente abbandonate: Vasì, Calatria, Gozza, Popelli, Pezzolo, Obile, Strano, Cufò, Candidati, Stefano, Cosentina, Zija, e poi ancora Passo Serra, Ruvetto, Vipari, Cerasare, Schiavo, Giardino, Carri, Stinco, Bottonera, Barone, Zomino, Marano, Casiglie, Donna Cecca, Frauzzo, Liserà, Dimilio, Colle del Mastro, Fratelleri, Crochi, Furca, Gremi, Filicusa, Calojeri, Stramerca, Ficara, Gangalo, Carpinuso, Tuzzo, Cantile, Vignali, Cugliaraso, Migliuso, Vaccarizzo, Tre Donne, Sorgente, Limbìa, Anoia, Belvedere, Casavetere, Vincilago, Calamandre, S. Domenica, Vallone Percia, Abatigiala, Pignara. Le borgate della Ziia e di Campoli fino all’Ottocento facevano parte del Polo siderurgico di Mongianaerano rispettivamente un centro minerario e un luogo con la presenza di ferriere.

Origini del nome
L’origine del nome dell’odierna Caulonia risale all’antica Kaulon, le cui rovine si trovano presso il sito marino del comune di Monasterace. Ma un tempo si supponeva che fosse questo il sito archeologico della greca città. Secondo la tradizione, Kaulon, situata nei pressi di Punta Stilo, era stata fondata dagli Achei. Fu conquistata e poi distrutta da Siracusanei primi decenni del IV secolo A.C. I suoi abitanti vennero deportati nella patria dei conquistatori e il suo territorio venne annesso a quello di Locri. L’odierna Caulonia, nota dall’anno Mille, prima dell’Unità di Italia si chiamava Castelvetere.

Informazioni:

Sito istituzionale:

www.www.comune.caulonia.rc.it

La Storia

Età Medievale
Castelvetere, nome dell’antica Caulonia, sembra sia o di origini bizantine o tardo-romane. Il documento più antico che fa menzione di Castelvetere è del 1087ed è in una notizia riguardante Ariberto Asciutti e nel 1150 dove papa Eugenio III affermava che nella giurisdizione del Monastero di SS. Trinità e San Michele di Mileto facessero parte le tre chiese di Castelvetere: San Nicola, San Giovanni e Santa Maria.

Età Moderna
A partire dalla fine del XV secolo la famiglia nobiliare dei Carafa ha in possesso il territorio di Caulonia. Nel 1750 i cittadini si ribellarono al Carafa a causa dei suoi soprusi, da come si evince dagli atti notarili del tempo. Nel gennaio dello stesso anno ci fu un’alleanza di mutua difesa tra il ceto dei gentiluomini, delle maestranze e degli ecclesiastici.

Età contemporanea
Nel 1863 dopo due anni dalla nascita del regno d’Italia, il comune di Castelvetere cambia nome in Caulonia in onore dell’antica Kaulon poiché si valutò erroneamente che l’antica colonia achea sorgesse tra le fiumare Amusae e Allaro. Solo pochi decenni dopo l’archeologo Paolo Orsi trovò l’esatta ubicazione dell’antica Kaulon a Punta Stilo, nel comune di Monasterace smentendo di fatto la precedente localizzazione. Il 6 marzo 1945 sotto la guida del sindaco di Caulonia, Pasquale Cavallaro, insegnante elementare iscritto dal 1943 al partito comunista, nacque la cosiddetta Repubblica Rossa di Caulonia, di brevissima durata. Scaturisce dalle proteste e dai tumulti messi in atto dai contadini, soggetti ancora a potenti proprietari terrieri. La scintilla scatta con l’arresto di Ercole Cavallaro, figlio del Sindaco, accusato di furto da un notabile. La rivolta si estende in poco tempo anche ai comuni limitrofi, anche se durerà appena cinque giorni, poiché il 9 marzo viene già sedata. In quel breve lasso di tempo i contadini, protagonisti della rivolta, proclamano più volte la repubblica e istituiscono un esercito popolare e un tribunale del popolo. Inizialmente viene sostenuta dal PCI locale; successivamente, dopo l’uccisione del bracciante Ilario Bava e del parroco Gennaro Amato, i rivoltosi vengono isolati e rapidamente disarmati. Il 15 aprile 1945 Cavallaro si dimette da sindaco.Tutti i partecipanti alla sommossa furono accusati davanti al tribunale di Locri di costituzione di bande armate, estorsione, violenza a privati, usurpazione di pubblico impiego e omicidio. Ottantaa persone furono picchiate in carcere e due morirono per le torture subite.

Monumenti e luoghi d’interesse

Il centro è un borgo di collina, formato da un intreccio di numerosi vicoli molto stretti e particolarmente acclivi chiamati vinedi. Si erge su un vero e proprio cocuzzolo collinare, che rende la città simile ad una roccaforte, e che la circonda di dirupi, dette timpi. Piazza Mese, piazza Seggio e piazza Baglio, erano in passato, rispettivamente il centro religioso, politico e commerciale del paese.

Chiese

Tra le numerose chiese presenti sul territorio comunale si citano la chiesa dell’Immacolata Concezione, detta chiesa del Carmine e sede del monumento nazionale Cristo alla colonna ricavato da un unico pezzo di oleastro, la chiesa del Santissimo Rosario, una volta sede di un convento e successivamente di un carcere, e la chiesa matrice, posta sul punto più alto del borgo, nella piazza più importante, piazza Mese. Vi è anche la presenza di un affresco di epoca bizantina e di uno tra i serbatoi pensili più antichi d’Italia.

Tra le Chiese ricordiamo: la Chiesa Matrice, la Chiesa di Santa Maria dei Minniti, la Chiesa di San Biagio, la Chiesa di San Zaccaria, la Chiesa di San Michele, la Chiesa dei Santi Silvestro e Barbara, la Chiesa del Carmine e la Chiesa del Santo Rosario.

Abbiamo, inoltre, i seguenti monasteri:

  • Monastero di Santa Maria di Prima Luce: Monastero dei Cappuccini fondato da Girolamo Caraffa nel 1541secondo il Fiore. Fu danneggiato e soppresso nel terremoto del 1783. Nel 1799 reintegrato e nuovamente soppresso dai francesi nel1811, nel1816divenne un convento per i noviziati infine restituito nel 1824e soppresso ulteriormente nel1863, ceduto al comune, diventa quindi un cimitero.
  • Monastero della SS. Annunziata: Monastero dei Domenicani fondato da Livio Spinelli e soppresso nel 1811dai francesi. Fu affidato successivamente alla confraternita del SS. Rosario
  • Monastero della Madonna del Carmine: Monastero dei PP. Agostiniani venne soppresso dopo il terremoto del 1783.
  • Monastero di Santa Maria di Valverde: Monastero delle Carmelitane fu fondato da Roberto Filmangeri nel 1262; danneggiato anch’esso dal terremoto del 1783 fu anch’esso soppresso e riaperto nel 1796 e chiuso dai francesi nel 1811. La chiesa venne data alla parrocchia di Santa Maria dei Minniti.

Tra le ville più importanti possiamo citare: Villa Campisi, Villa Vincenzo Niutta e Villa Angelo Frammartino.

  • Le porte d’ingresso della città rimaste fino ad oggi sono:
  • Porta Sant’Antonio o del Salvatore, in arenaria
  • Porta Pusterla, collegata alle mura del castello, in pietra e mattoni
  • Porta Amusa, la porta degli orti e della strada lungo il fiume Amusa
  • Porta Allaro, la più piccola, in pietra e mattoni, rivolta verso la costa sulla via del fiume Allaro e sulla sua foce. (Maria Teresa Campisi)

Eventi

I festeggiamenti religiosi per la settimana santa di Pasqua (tra cui la processione del Sabato Santo, detta Caracolo) conservano l’eredità di una tradizione religiosa tipicamente meridionale, costellata da rituali di ostentata devozione, figlia di un tempo e di un mondo che si sono esauriti.

Altre manifestazioni: la manifestazione estiva sportiva della squadra campione d’Italia d’arti marziali e kickjitsu, l’Accademia Cavallo che è appunto di Caulonia. La cittadina ha infatti una tradizione nel settore specifico e ha partorito vari campioni.

  • Settimana Santa Cauloniese
  • Kaulonia Tarantella Festival (Fino al 2007Tarantella power)
  • Festa della Madonna di Crochi
  • Festa di S. Ilarione abate

Economia

Allo stesso modo dei limitrofi comuni del litorale, il paese vive principalmente di turismo, visto il mare che la bagna, nel 2022 ottiene la bandiera blu. Nei mesi estivi, infatti, il paese si anima, ed arriva ad accogliere una popolazione fluttuante più che doppia rispetto ai residenti invernali, ravvivando l’ambiente urbano. Da circa una decina di anni viene organizzata nella settimana centrale di agosto il Kaulonia Tarantella Festival, una manifestazione musicale che si rifà alla tradizione della musica tradizionale calabrese, e che si tiene esclusivamente al borgo.

Marina di Caulonia o Caulonia marina è una frazione del comune di Caulonia, in provincia di Reggio Calabria, situata lungo la strada statale 106 tra la frazione riacese di Riace Marina a sinistra e Roccella Jonica a destra. La frazione è collegata al comune di Caulonia con la strada provinciale 88, da cui dista 7,31 km. La popolazione è di 996 abitanti.
La frazione di Caulonia marina nasce dopo l’alluvione del 18 ottobre 1951 in località Caulonia Scalo.