Comune di Melito di Porto Salvo

Melito (Mèlitu in calabrese, Μελιτος in greco-calabro) è un comune italiano di 10650 abitanti della Città Metropolitana di Reggio Calabria in Calabria. È il comune più a sud della Calabria e dell’Italia continentale.

Il nome
Deriva dal greco potamos tou Melitos, ossia “fiume del miele”. L’appellativo si riferisce al vicino Santuario di Santa Maria di Porto Salvo, chiamato così perché dava rifugio alle imbarcazioni.

Frazioni e Località
Annà, Armà, Caredìa, Concessa, Lacco, Lembo, Marina, Musa, Musupuniti, Paese Vecchio, Pallica, Pentedattilo, Pilati, Porto Salvo, Prunella, San Leonardo, Sbarre.

Informazioni:

Sito istituzionale:

www.comune.melitodiportosalvo.rc.it

La Storia

Secondo gli storici locali (tra cui R. Cotroneo) la località era sicuramente abitata in epoca tardo-romana, anche se la conferma di tale assunto è data solamente dal ritrovamento nella parte più antica (presso la collinetta Calvario) di una necropoli del V-VI secolo d.C. Si suppone inoltre che in tale periodo il posto fosse una stazione di scambio e riposo per chi viaggiava da Reggio Calabria a Locri (Decastadium).
Secondo la Storia popolare, nel 1600 un quadro con l’effigie della Vergine Maria, è stato trovato sulla spiaggia, giunto dal mare e ritrovato da marinai di quel tempo, e sul luogo del ritrovamento i Melitesi edificarono un Santuario. Il quadro fu tenuto nei pressi del ritrovamento, in una edicola posta dove oggi sorge una nicchia, e poi fu portato nella Chiesa dei Santi Pietro e Paolo di Pentedattilo durante i lavori di costruzione del Santuario. E così nel 1680 fu costruito il Santuario e per un antico voto del marchese Domenico Alberti fu deciso che il quadro della Madonna ritorni a Pentedattilo ogni 25 marzo di ogni anno per poi scendere l’ultimo Sabato del mese di Aprile.
Con l’eversione della feudalità, le terre di Melito e Pentedattilo furono acquistate dai Ramirez, famiglia di origine spagnola che intensificò la produzione agricola introducendo agrumeti e vigneti, dunque colture più pregiate come quella del bergamotto.
Nella seconda metà del XIX secolo fu ultimato il trasferimento di tutte le istituzioni civili e religiose da Pentedattilo a Melito.
Sulla spiaggia melitese di Rumbolo il 19 agosto 1860 avvenne lo sbarco dei Mille di Giuseppe Garibaldi, che dopo aver occupato la Sicilia puntavano alla conquista delle terre del Regno borbonico “al di qua del Faro”. Un secondo, meno fortunato, sbarco dei garibaldini avvenne il 25 agosto 1862, quando giunsero in Calabria con l’intento di muovere alla conquista di Roma ancora soggetta al Papa: una stele commemorativa ed un mausoleo ricordano questo secondo sbarco. Il piroscafo a vapore Torino, affondato dai Borboni durante lo sbarco dei garibaldini, giace sul fondale a 12 m di profondità.

Scoprire la cittadina

La località di Melito Porto Salvo è una delle località balneari segnalate con due vele nella Guida Blu di Legambiente e fa parte della Comunità Montana Versante Jonico Meridionale Capo Sud.
Per giungere al paese ci si deve avventurare in una stradina assai lunga, chiamata Via Lembo (soprannominata “Lembo d’Italia” perché simbolo della parte estrema dello stivale); percorrendola s’incontra la fontanella con “l’acqua buona”, che una volta arrivava direttamente dalle montagne; proseguendo ci si addentra proprio nella cittadina che si divide in Melito Alta e Melito Bassa: nella parte alta casette si arroccano su collinette asfaltate, particolarmente ripide, mentre verso valle si incontrano botteghe artigiane e negozi.
Grande fascino suscita poi i lungomare di Melito che affaccia sul mare Jonio e ha come sfondo la Sicilia e in particolare l’Etna, che in serate limpide regala fantastici scenari.
Da visitare il Museo Garibaldino edificato sul lungomare di Melito Porto Salvo nel punto esatto in cui Giuseppe Garibaldi e i Mille (le Camicie Rosse) sbarcarono nei lontani 1860 e 1862. Il museo si compone di tre parti: l’area esterna (qui si trova la nuova stele garibaldina che si è sostituita alla vecchia originale, ormai smantellata); una zona sotterranea contenenti le tombe di alcuni alleati di Garibaldi; e il museo vero e proprio in cui si possono vedere le armi e gli indumenti dell’eroe dei due mondi, numerosi suoi documenti e fonti inerenti lo sbarco dei Mille.
Sempre sul Lungomare dei Mille da visitare il santuario dedicato alla Madonna di Porto Salvo che fu costruito nel 1680 per volere del Marchese Domenico Alberti di Pentedattilo, sui resti di un più antico edificio che sorgeva, non a caso, in una località, detta nel Trecento “Portus Veneris”. Sull’altare della chiesa, troneggia la tela della Madonna di Porto Salvo, raffigurata mentre protegge un veliero in balia delle onde. Dipinta agli inizi del Settecento da Antonio Cilea, torna annualmente in processione a Pentedattilo, rinsaldando il legame di questa comunità con la rupe a forma di mano. La processione, che si svolge l’ultimo sabato di Aprile, è certamente il momento religioso più sentito dai residenti di Melito di Porto Salvo, il centro demograficamente più consistente dell’Area Grecanica, frutto dello spopolamento dei versanti grecanici, a seguito dell’alluvione del 1952

Monumenti e luoghi d’interesse

Architetture religiose

  • Santuario di Maria SS di Porto Salvo
  • Chiesa Arcipretale dell’Immacolata Concezione
  • Chiesa di San Giuseppe
  • Chiesa di San Giuseppe (in frazione Annà)
  • Chiesa di San Giovanni Battista (in frazione Prunella)
  • Chiesa dell’Addolorata (in frazione Prunella)
  • Chiesa Protopapale dei Santi Pietro e Paolo (in frazione Pentedattilo)
  • Chiesa della Candelora (in frazione Pentedattilo)
  • Chiesa della Madonna del Carmine (in frazione Pilati)
  • Chiesa della Madonna delle Grazie (in frazione Caredia)

Architetture civili e militari

  • Torre Saracena (sulla parte più alta del Paese Vecchio, del 1550 circa)
  • Torre di Musa (anch’essa risalente a circa il 1550)
  • Museo Garibaldino
  • Casina dei Mille, dove soggiornarono i garibaldini nel 1861, e furono cannoneggiati dalle truppe della marina borbonica
  • Mercato Coperto, costruito nel periodo fascista
  • Palazzo Alberti (del 1667).