Comune di Rizziconi

Rizziconi, ( Rizzicuni In calabrese) è un comune italiano di 7 623 abitanti della Città Metropolitana di Reggio Calabria in Calabria.

 

Origine

Poche e frammentarie le notizie circa la sua origine. La scoperta nella zona di tombe greche, adorne di anfore e monete, ha fatto ritenere che, probabilmente, il luogo fosse abitato prima dell’era Volgare (o di Cristo), già dai tempi della colonizzazione greca. Durante il Seicento – da quanto pervenutoci – a Rizziconi non c’erano scuole e nemmeno “medico, cerusico e speziale e tra chierici, preti e monaci ne aveva sette su dieci”. Alla fine del XVII° sec. viene indicato come un Casale, compreso nel Ducato di Terranova in Diocesi di Mileto, situato in una zona pianeggiante e paludosa con 731 abitanti, una chiesa parrocchiale di mediocre struttura e un territorio prevalentemente coltivato a “grani, granidindia, legumi, frutta, vini ed olii”. Come quasi tutti i casali della Piana (allora detta di S.Martino, oggi di Gioia Tauro), Rizziconi ebbe probabilmente origine in conseguenza della distruzione di Tauriana e di Metauria (anno 950-951). Circa il nome, la notizia più antica è del 1324, a proposito del versamento di una decima ecclesiastica «a presbitero Guillelmo de Riczicone». Ma, “Rizziconi” potrebbe discendere anche dal nome della famiglia calabrese Rizzica con l’aggiunta della desinenza “oni”, assai frequente nella formazione dei toponimi nella provincia di Reggio Calabria. Un’altra supposizione fa derivare il nome da un suo benefattore, Rizzo Cordopatri, o anche dal fatto che il luogo fosse denominato «I cipressi o noci di Rizzo».

Informazioni:

Sito istituzionale:

www.comune.rizziconi.rc.it

Geografia fisica

Il territorio del comune di Rizziconi occupa una superficie di 40,22 kmq ed è interamente compreso nella piana di Gioia Tauro.

La mancanza di strumenti di pianificazione urbanistica si riflette sulla disposizione dei centri abitati che presentano una notevole disaggregazione morfologica.

La Storia

Fondato probabilmente dai profughi di Tauriana, Rizzìconi fino all’eversione feudale (1806) fu un casale del Ducato di Terranova di cui seguì le vicende.
Appartenne, quindi, ai Lauria, ai Joinville e ai Sanseverino fino all’inizio del Quattrocento; ai Santangelo, ai Caracciolo, ai Correale, ai Cordova, ai de Marinis ed infine – dalla 2^ metà del XVI secolo – ai principi Grimaldi di Gerace. L’attestazione del toponimo, contenuta in uno studio di Domenico Vendola, risale al XIV secolo: de Riczicone. Il termine rizikòn (scoglio), derivante dal greco, con l’aggiunta del suffisso -oni (gr. -ones) designa i discendenti di una famiglia.
Sostiene G. Pensabene (v. Dizionario Etimologico – DES) che, in passato, Rizziconi rappresentava la difesa di Taurianova (allora Radice e poi Radicina). Il toponimo per i Greci dovette essere Radicis acies (guarnigione di Radice).

La primitiva Rizziconi dovette essere Drosi, centro civile e nodo importante della Via Popilia.
Ai tempi della Repubblica partenopea (1799), proclamata dal generale Championnet, Rizzìconi fece parte del cantone di Seminara e con le successive riforme amministrative francesi fu inclusa prima fra le università del governo di Rosarno e poi fra i comuni del circondario di Polistena. Molto importante risulta la frazione Drosi (Drosium), antica stazione romana della via Popilia: scavi archeologici hanno portato alla scoperta di alcuni sepolcri dell’età preistorica.

Il “Passo dei cavalli”

Nel 1495 le truppe francesi di Carlo VIII occuparono la nostra Regione. Allora il duca di Calabria Alfonso II (il Guercio), dopo aver abdicato a favore del figlio Ferdinando II (Ferrandino), si ritirò nel convento siciliano degli olivetani a Mazzara. Ferdinando II chiese l’aiuto del Re Ferdinando II d’Aragona (il Cattolico) che gli inviò le sue truppe al comando di Consalvo di Cordova (il Gran Capitano).
Quest’ultimo, attraversato lo Stretto di Messina, occupò Reggio e pose il suo campo a Seminara. I due eserciti nemici, schierati dalle pendici dell’Aspromonte al fiume Petrace, si scontrarono a lungo (21 gennaio 1495) con esito incerto. Verso sera la fanteria spagnola, respinta dalla cavalleria pesante francese, si piegò in rotta fra le paludi di Rizziconi.

Qui al duca di Calabria Ferdinando venne ucciso il cavallo e Giovanni d’Altavilla, nel cedergli il suo e permettere così al figlio del suo Re di raggiungere i fuggitivi, perse la vita.
Da allora il luogo tra il vecchio mulino e la stazione della Calabro Lucana è stato chiamato il Passo dei cavalli.
(L’episodio è riportato da Raffaele A. Catananti in: Rizziconi, De Pasquale Ed. Varapodio-RC, 1993).
Dopo la sconfitta di Seminara, Ferrandino recuperò gran parte del regno ma morì di malattia il 3 settembre 1496.

Senz’altro dai natali storicamente più interessanti, la popolosa frazione Drosi (Drusium) a due chilometri dal capoluogo, un dì “Statio Romana” lungo la via Popilia, quella che portava «ad traiectum», all’imbarco per la Sicilia. Nel 1555 importante “commenda” del Sovrano Ordine Militare dei Cavalieri di Malta, dopo il crollo di tutte le chiese durante il terremoto del 1783, unica a risorgere è quella parrocchiale di San Martino, ancora esistente e recentemente restaurata. Fu al suo interno che nel 1936, Umberto di Savoia (Re di maggio) operò personalmente il recupero di una statua in alabastro di artista anonimo risalente al tardo ‘500 e raffigurante il Giovanni Battista, custodita nel museo nazionale di Reggio Calabria fino al 23.6.2007, data del suo rientro definitivo nella chiesa di S.Martino Vescovo in Drosi. Sempre del ‘500 e nella stessa chiesa di San Martino, a Drosi si trova ancora un antico ciborio (tabernacolo) attribuito all’artista messinese Giuseppe Bottone (1539-1575), autore di un’opera quasi identica che si trovava nella chiesa di San Nicolò di Messina.
Di diversa rilevanza, ma comunque degna di nota, l’altra frazione Cannavà, i cui primi insediamenti sono recenti e risalgono all’800. La vita sociale ed economica di questo piccolo centro si lega all’influenza che le famiglie dei principi Acton-Colonna (di origine napoletana) hanno esercitato sulla comunità, nel cui territorio fecero costruire le loro residenze, una cappella privata (oggi sede della parrocchia di Santa Teresa) e quelle fattorie e masserie che hanno dato lavoro a centinaia di persone nelle varie attività rurali e artigianali praticate negli estesi possedimenti.

 

L’eccidio nazista del 6 settembre 1943

L’eccidio di Rizziconi fu una strage compiuta nel comune di Rizziconi il 6 settembre 1943 dalle truppe naziste in ritirata dal Sud Italia. Fu l’unica strage nazista compiuta in Calabria.

Le truppe anglo-americane, dopo l’invasione della Sicilia, erano sbarcate in Calabria il 3 settembre 1943. I tedeschi erano stanziati nella piana di Gioia Tauro, tra Taurianova e Cittanova, per un’improbabile difesa del continente.

I contatti tra gli anglo-americani e la popolazione furono la causa della strage: alcuni abitanti di Rizziconi avevano tagliato i fili del telegrafo, interrompendo le comunicazioni dei tedeschi, che reagirono sparando contro due soldati inglesi. I nazisti decisero poi di prendere a cannonate il paese, massacrando anziani, donne e bambini: bombardarono il paese dalle 14 alle 16 e dalle 18 all’alba. Non si fermarono neppure quando gli abitanti issarono una bandiera bianca in segno di resa sulla chiesa di San Teodoro.

Alla fine si contarono 56 feriti e 16 morti. Una donna morì qualche giorno dopo all’ospedale di Taurianova per le ferite.

La strage fu compiuta probabilmente dalla 29.Panzergrenadier Division di Walter Fries in un periodo precedente l’armistizio di Cassibile, quando l’Italia era ancora alleata della Germania nazista. Un’altra strage compiuta prima dell’armistizio fu quella di Castiglione di Sicilia (12 agosto 1943).