Dai Santi di oggi ai Santi italo-greci: itinerario

Dal Santo di oggi, San Gaetano Catanoso, ai Santi di ieri, lungo un percorso che, partendo da Reggio Calabria, conduce tra grotte, Chiese e monasteri alla riscoperta di quella spiritualità che eleva l’animo verso Dio e induce a donare se stessi agli altri.
La missione svolta dal “Padre spirituale aspromontano”, che percorrendo “le ripide vie sassose d’amore” dedicò la propria opera al popolo bisognoso e vivendo sull’essenzialità del Vangelo fondò “l’Ordine delle Suore del Volto Santo” e “l’Opera dei Chierici poveri”, è la proiezione, sui nostri giorni, del fervore che animò i Santi vissuti sul territorio reggino.
Il primo dei Santi di cui si ha notizia è San Fantino (IV secolo d.c.), la cui cripta è da considerare la più antica Chiesa calabrese. Visse in ascesi a Taurina, dedicandosi alla preghiera, ai miseri ed ai bisognosi, operando conversioni e miracoli. Dopo di lui i monaci italo-greci, tra l’VIII e l’XI secolo, animarono il territorio con la loro fede.
L’ascesi fu la nota di fondo, ma tutti i Santi tradussero la spiritualità della solitudine in fervida operosità. Coinvolsero altri monaci nella formazione di cenobi (Sant’Elia Speleota a Melicuccà), fondarono monasteri (Sant’Elia il Giovane a Seminara, San Nicodemo sul Monte Kellerano, San Giovanni Theristis a Stilo) alcuni dei quali divennero nuclei di cultura per i posteri, come il monastero di Seminara, che ospitò Barlaam e Telesio.
La loro vita umile ed al servizio degli altri si dedicava alle preghiere nel cenobio: gli asceti italo-greci spesso riunivano intorno alla grotta iniziale altri eremiti, che a loro volta utilizzavano ulteriori grotte. Si formavano così le primordiali comunità di preghiera.
Si dedicarono al lavoro (San Leo boscaiolo), finalizzando le proprie fatiche al bene altrui. Spesso divennero maestri nell’agricoltura ed insegnarono alla gente come trarre sostentamento dalle risorse della natura (San Nicodemo e San Giovanni Theristis introdussero le pratiche della gelsicoltura e della bachicoltura). Operarono miracoli. Oggi sono venerati nei luoghi in cui vissero e riconosciuti Patroni di paesi quali Mammola che si rivolge a San Nicodemo, Bova ed Africo, che condividono le reliquie di San Leo e la Sua protezione.

Contesto naturalistico: Monte Sant’Elia – Costa Viola – Limina – Fiumara Amendolea – Torrente Casalnuovo – Parco Nazionale dell’Aspromonte

Feste

MELICUCCA’10-11 settembreS. ELIA SPELEOTA
SEMINARAS. ELIA IL GIOVANE, S. FILARETO
TAUREANA24 luglioS. FANTINO
MAMMOLA12 marzo, 12 maggio
I domenica di settembre
S. NICODEMO
BOVA5-7 maggioS. LEO
AFRICO5 maggio, 12 maggioS. LEO