Bova: Peripoli

Nel cuore della provincia di Reggio Calabria, in un’area strategica compresa tra i comuni di Condofuri, Bova Marina e Bova, si cela uno dei segreti più affascinanti della Magna Grecia: l’esatta localizzazione di Perìpoli. L’esistenza storica di questo insediamento tra Reggio e Locri è un dato ampiamente accertato dalle fonti classiche e supportato da importanti rinvenimenti fortuiti lungo la Valle dell’Amendolea, dove il riaffiorare di necropoli, vasellame e strutture murarie ne attesta la presenza. È sui confini precisi del sito, tuttavia, che la comunità scientifica continua a confrontarsi.

Da un lato, la storiografia classica identifica Perìpoli con l’attuale sperone del Castello dell’Amendolea, basandosi sulla celebre testimonianza di Tucidide. Lo storico greco narra infatti che gli Ateniesi, navigando verso Locri, espugnarono la roccaforte posta sul fiume Alèce, antico nome dell’Amendolea. Dall’altro lato, una diversa e stimolante rilettura contemporanea avanzata dallo storico Misiano propone di collocare il sito presso l’odierna località Amigdalà, tra Bova Marina e Condofuri. Questa tesi si fonda sia sul significato stesso del nome Perìpoli (“posto di guardia”), sia su una logica militare: trovandosi l’attuale Amendolea a dodici chilometri dal mare, sarebbe stato strategicamente improbabile per la flotta ateniese spingersi così all’interno della terraferma pur di espugnare una semplice postazione di vedetta.

A rendere il dibattito ancora più avvincente interviene però il dato numismatico. Il rinvenimento di monete coniate specificamente da Perìpoli dimostra che il primitivo sbarramento difensivo potrebbe essersi evoluto, nel corso del tempo, in una vera e propria città autonoma. Questa straordinaria evidenza non solo riapre la sfida scientifica sulla sua reale collocazione, ma restituisce al territorio la memoria di un centro urbano dal sorprendente rilievo storico e politico.