Nel cuore pulsante di Reggio Calabria, la primavera del 2016 ha segnato una straordinaria stagione di rinascita per il patrimonio storico cittadino. In felice coincidenza con la solenne riapertura del Museo Archeologico Nazionale, i saggi preliminari per la realizzazione di un parcheggio sotterraneo nell’angolo nord-est di Piazza Garibaldi hanno restituito un’eccezionale testimonianza della Rhegium di età imperiale: una tomba monumentale risalente al I secolo d.C. Questo straordinario rinvenimento si è subito rivelato il fulcro di un contesto stratigrafico ben più ampio, arricchito dal recupero di frammenti di corredi funerari, anfore commerciali, piatti in terra sigillata e preziosi reperti numismatici che hanno permesso di contestualizzare con precisione la frequentazione del sito.
Il prosieguo delle indagini, intensificatesi nel maggio dello stesso anno con un nuovo saggio di scavo nella zona antistante la Stazione Centrale, ha portato alla luce un imponente basamento in mattoni, ricollegabile alla medesima fase cronologica della sepoltura. Gli approfondimenti scientifici condotti negli anni successivi dalla Soprintendenza hanno confermato l’immensa portata storica del sito: l’area di Piazza Garibaldi ospitava un importante settore suburbano e necropolare situato immediatamente all’esterno delle mura meridionali della città antica.
La monumentalità delle strutture e l’orientamento dei reperti testimoniano come questo spazio si sviluppasse lungo il prolungamento urbano della Via Popilia (nota anche come Via Annia), la fondamentale arteria consolare che in epoca romana collegava Capua a Reggio, fungendo da porta d’accesso allo Stretto. Questa scoperta ha radicalmente ridefinito le conoscenze sulla topografia e sull’estensione della città in epoca imperiale, trasformando un moderno progetto infrastrutturale in una straordinaria opportunità di archeologia urbana e di valorizzazione culturale a cielo aperto.